Franco Utili (1938 – 2025)

Nato a Firenze il 10 novembre del 1938, divenne professore di educazione fisica.
Nel 1969, ancora fresco di laurea, veniva assegnato al nuovo liceo scientifico “Luigi Pasteur” di Borgo San Lorenzo, in Mugello. La sua cultura andava ben oltre la conoscenza della materia e riuscì subito a instaurare un rapporto di grande sintonia con gli allievi, arricchendo la sua attività docente con una moltitudine di iniziative extra scolastiche, che coinvolsero generazioni di ragazzi.

Portò, con la sua gentilezza, una ventata di novità dalla città alla provincia. Era un motivatore, un trascinatore. Con la sua passione e le sue doti organizzative ha trasmesso a molti allievi la passione per la montagna, per lo sci alpino e di fondo (fu fondatore dello Sci Club Mugello); diede la possibilità a tanti giovani di raggiungere il diploma di bagnino e altri ancora a praticare la vela… facendo scoprire a molti ragazzi che lo sport non vive di solo calcio.

Ma la sua più intensa passione fu per la speleologia, di cui nella zona è stato un pioniere e un protagonista di primo piano, specie nell’esplorazione dell’Antro del Corchia nelle Alpi Apuane.
Negli anni Settanta fu tra i fondatori dello Speleo Club Firenze. Dal 1970 al 1990 è stato membro del Consiglio Direttivo della SSI (Società Speleologica Italiana), di cui più tardi fu nominato Socio Onorario. Anche in questo campo riversò la passione didattica, venendo infine nominato Istruttore Nazionale emerito di Speleologia.

L’amico Stefano Merilli ha dichiarato: «Conosco Franco dal 1968. Ero un ragazzino e guardavo le sue imprese con immensa ammirazione. Nel 1969, Franco organizzò una delle più lunghe spedizioni dell’epoca – 15 giorni – nell’Antro del Corchia, nelle Alpi Apuane. Era come un fratello maggiore per me e per tanti altri. Ha guidato spedizioni straordinarie, come quella a -1000 al Réseau Berger, in Francia, e ha sempre lavorato con dedizione alla didattica. Non era solo
speleologo. Si è dedicato anche all’alpinismo: abbiamo viaggiato in Nepal, Perù e Marocco. Ricordo la salita sul Toubkal, nella catena dell’Atlante, a 4.300 metri».
Lasciato l’insegnamento, volle restare in Mugello (dove era ormai una figura molto conosciuta) e comprò, con la moglie Fosca, una casa nelle campagne di Vicchio, dove ha trascorso il resto della sua vita.

Franco ha lasciato un’impronta indelebile anche con le sue pubblicazioni, tra cui un importante volume dedicato all’Antro del Corchia. Negli ultimi anni si stava dedicando con entusiasmo al progetto di un centro di documentazione speleologica a Levigliani, volto a raccontare l’esplorazione dell’Antro del Corchia, e si preparava a contribuire alle celebrazioni del 2027 per il centenario dellafondazione del Gruppo Speleologico Fiorentino.
Proprio a Levigliani orchestrò magistralmente la nostra Assemblea del giugno 2017.

L’ultima occasione pubblica in cui ha condiviso il suo entusiasmo e la sua esperienza è stata nel luglio 2024, al Festival “Papée Libeur” nelle Valli di Lanzo, organizzato dal GISM.

È venuto a mancare il 23 gennaio del 2025, all’età di 86 anni, a causa di una malattia diagnosticata
solo pochi mesi fa.