La nascita nel 1929
Il GISM, Gruppo italiano di scrittori di montagna nasce nel 1929, il 14 aprile a palazzo Cisterna, a Torino, per iniziativa di Agostino Ferrari e Adolfo Balliano, rispettivamente Presidente (e cassiere) e Segretario. Agostino Ferrari (1869-1935), amico dei più forti alpinisti piemontesi dell’epoca come Corrà e Gonella fu presidente fino al 1935. Adolfo Balliano (1896-1963), avvocato, scrittore e poeta, animatore di diverse riviste dell’epoca, fu presidente dal 1936 al 1963.
Si voleva raccogliere in un club elitario chi scriveva di montagna. In pratica un controaltare del CAAI, il Club alpino accademico italiano. La cultura da una parte, la tecnica dall’altra. Un’altra ragione della nascita fu certamente lo spostamento della Sede del Club alpino italiano, il CAI, da Torino a Roma, sotto l’egida del CONI. Il GISM in qualche modo si ergeva allora come il club di alpinisti-scrittori, ma anche di pittori, poeti e fotografi che voleva salvare lo spirito e gli ideali più puri della montagna restando in Piemonte, dove il CAI era nato. Non fu una scelta politica, sia chiaro, fu una scelta etica.
Oltre ai fondatori Ferrari e Balliano si cercò subito chi fosse interessato ad aderire al nuovo club tra gli scrittori di alpinismo dell’epoca. Accolsero subito l’invito Guido Rey, Giovanni Bobba, Franco Grottanelli, Attilio Viriglio, Carlo Toesca di Castellazzo, Giuseppe Lampugnani, De Amicis e Luigi Amedeo di Savoia Aosta Duca degli Abruzzi, Padre Alberto Maria De Agostini. In pochi mesi raggiunse il numero di una trentina di aderenti, tra cui Camillo Giussani, Mario Tedeschi, Giovanni Bertoglio, Giovanni De Simoni, Giovanni Bertacchi, Luigi Bombardieri, Ettore Castiglioni, Ettore Zapparoli, Federico Sacco, Eugenio Ferreri, Giuseppe Zoppi, Angelo Manaresi e Sandro Prada. Volle avere fin dai primi anni una schiera di soci onorari: Salvator Gotta, Giotto Dainelli, Dino Buzzati, Felix Germain, Paul Guiton, l’abate Giuseppe Henry, EmilGaillard, Alfredo Baccelli. Nasce così la rivista Montagna (che uscirà dal 1934 al 1943, per poi trasformarsi nel 1954 in Notiziario ai soci) e la collana di libri La piccozza e la penna. Nel 1936 il GISM viene rifondato e diventa Gruppo culturale di letteratura
alpina aderente (pro forma) all’Istituto fascista di cultura (GloriaeItinera Super Montes) con BallianoFiduciario, Bertoglio Segretario e con Viriglio, Toesca, Prada, Mazzoldi e De Simoni nel Direttorio. Si ricordano di quegli anni lontani i festeggiamenti all’abate Henry nel 1937, il Pellegrinaggio segantiniano in Engadina nel 1938 e l’escursione nel vallone delle Meraviglie nelle Alpi Marittime nel 1939.
Il rilancio nel Dopoguerra
Al termine della Seconda guerra mondiale il GISM tentò un avvicinamento al CAI che era tornato nel Norditalia, a Milano. L’idea era quella di entrare nel CAI come una sezione nazionale, avendo un centinaio di soci sparsi in tutta Italia, ma dopo un iniziale interesse questa strada fu sbarrata, con la proposta di diventare una Commissione centrale, ma anche questa soluzione, questa volta per decisione del GISM, non ebbe seguito.
Nel frattempo il numero di soci era notevolmente cresciuto: figuravano personaggi della cultura alpina quali Ubaldo Riva, Piero Ghiglione,
Angelo Abrate, Carlo Passerin d’Entreves, Giorgio Gualco, Pietro Meciani, Guido Tonella, Giovanna Zangrandi (pseudonimo di Alma Bevilacqua), Alfonso Bernardi, Federico Tosti, Bruno Credaro, Eugenio Fasana, Angelo Gamba, Camillo Berti, Ugo Torra, Aurelio Garobbio, Mario Fantin, Bepi Pellegrinon, Luigi Binaghi, Carlo Musso, Ercole Martina, Gianfranco Campestrini, Gianni Pieropan, Ambrogio Vismara, Mario Cereghini, Salvatore Bray, Severino Casara, Carlo Negri, Fosco Maraini, Carlo Sicola, Bruno Toniolo, Giulio Bedeschi, Paolo Rumiz, Armando Aste, Carlo Arzani, Piero Nava, Gaspare Pasini, Bianca di Beaco, Giuseppe Zoppi.
L’eredità di Balliano a Francesco Cavazzani e a Salvator Gotta
Nel 1963, con la morte di Adolfo Balliano divenne Presidente Francesco Cavazzani con Spiro Dalla PortaXydias e Irene AffentrangerVicepresidenti. In quell’anno si ritenne nulla la trasformazione obbligata del 1936 e il GISM ripristina il suo nome storico.
Cavazzani diventa presidente per un solo anno perché muore nel 1964. Nel 1965 è eletto Presidente Salvator Gotta, il celebre autore del Piccolo Alpino, con Vicepresidenti Irene Affrentranger, Carlo Ravasio e Spiro Dalla Porta e Segretaria Carla Maverna. Salvator Gotta è proclamato Presidente a vita e resterà in carica fino alla fine. Alla carica di Vicepresidenti poi giungono Giovanni Bertoglio, Giulio Bedeschi e Carlo Arzani.
Intanto tutti gli anni entro il mese di giugno l’Assemblea dei soci raduna gli iscritti: è l’occasione per illustrare gli eventi realizzati e le collaborazioni e per presentare i nuovi soci. Le assemblee si tennero anche negli anni di guerra: nel 1940 a Magreglio, nel 1941 a Oropa e nel 1942 a Milano.
Negli anni Cinquanta videro i soci in Assemblea a Chiareggio (per inaugurare la lapide in memoria di Ettore Castiglioni), a Rhuilles, a Torino, a Macugnaga e a Bologna, quest’ultima presieduta da Angelo Manaresi, che era stato durante il periodo fascista il Presidente nazionale del CAI. Nel 1968 l’Assemblea si tiene a Trieste, con gita in val Rosandra, ma di quell’anno si ricorda l’inaugurazione della lapide commemorativa a Fiery, in val d’Ayas. L’Assemblea era, oltre ai doveri di approvazione del rendiconto economico e di elezioni alle cariche sociali, l’occasione per premiare i vincitori delle opere di letteratura e di poesia promosse dal Direttivo. Si ricordano nel tempo i Premi che si sono succeduti: da Attilio Viriglio e Maria Brunaccini ad Adolfo Balliano, a Giovanni De Simoni, a Giulio Bedeschi, Tino Quattrocchi, fino ai più recenti a Spiro Dalla Porta Xydias. Talvolta in quella occasione si presentavano mostre che potevano essere di opere d’arte dei soci o di opere letterarie edite negli anni dai soci.
Negli anni Settanta del Novecento i soci effettivi sono oltre 180, ai quali bisogna aggiungere un’ottantina di soci
simpatizzanti. Sono entrati nel Gruppo soci del calibro di Teresio Valsesia, Armando Aste, Conte Tommaso di Valmarana, Armando Biancardi, Tomaso Magalotti, Felice Benuzzi, Gianfranco Bini, Quirino Bezzi, Ezio Nicoli, Italo Zandonella, Piero Nava, Camillo Berti,
Sergio De Infanti, Giuseppe Nangeroni, Arialdo Daverio, Giorgio Aliprandi, Laura Aliprandi, Bepi Pellegrinon, Lino Pogliaghi, Franco Bo, Giovanna Costa Orzes. Le sedi delle Assemblee annuali variano lungo l’orizzonte alpino da Vigo di Fassa nel 1970 e Auronzo nel 1974 a Macugnaga nel 1972 e Frabosa Soprana nel 1975 con una eccezione più a Sud, a Orvieto nel 1977.
Nel 1979 al Cimitero di Macugnaga prende forma la grande lapide in marmo che vuole ricordare i Soci Gism scomparsi; un lungo elenco che più volte viene aggiornato.
L’alpino Giulio Bedeschi diventa Presidente
Con l’arrivo degli anni Ottanta c’è il cambio della guardia al vertice: nel giugno del 1980 Salvator Gotta scompare ed è eletto alla presidenza Giulio Bedeschi, altro celeberrimo cantore degli Alpini, autore di Centomila gavette di ghiaccio. Condividono la presidenza i Vice Carlo Arzani, Giovanni De Simoni e Angelo Gamba e successivamente Spiro Dalla Porta, Liana De Luca e Ambrogio Vismara, sempre con Carla Maverna solerte e appassionata Segretaria, cui succederà molti anni dopo Graziella Torretta.
Nel 1987 il GISM pubblica il Manifesto di Agordo per affermare la sua posizione di guida antesignana delle ascensioni quale forma d’arte, sempre dichiarata fin dalla fondazione del sodalizio nel 1929, invitando gli alpinisti e gli artisti che condividono quest’etica per cui la salita è essenzialmente espressione dinamica del pensiero umano realizzata in parete, a valorizzarla, sottolineando il proprio atto creativo con s ritti, grafiche, opere pittoriche, composizioni, ribadendo anche di operare in difesa della natura.
Nel 1989, in occasione del 60° di fondazione l’Assemblea si tiene a Saluzzo; sale alla Vicepresidenza Irene Affentranger, una fedelissima del Gism, cui si iscrisse nel 1951. Rimarrà Vicepresidente per oltre quarant’anni; nello stesso anno Ardito Desio, capospedizione della vittoriosa impresa italiana al K2 riceve a Macugnaga il Premio di cultura alpina.
La Presidenza illuminata di Spiro Dalla Porta Xydias
Con gli anni Novanta nuovo cambio della guardia dell’Associazione: nel dicembre 1990 muore Giulio Bedeschi e il testimone di Presidente è raccolto da Spiro Dalla Porta Xydias che in un trentennio cambierà il GISM con nuove iniziative e con l’apertura ai giovani. Spiro è alpinista, accademico del CAAI, scrittore, regista teatrale, presidente della Sezione CAI XXX Ottobre di Trieste. Rifugge dall’alpinismo come pratica sportiva perché per lui è elevarsi verso il cielo. Suoi Vicepresidenti sono Irene Affentranger, Angelo Gamba e chi scrive, Piero Carlesi, col ruolo di Vicario. Successivamente ad Angelo Gamba subentra Dante Colli.
I soci intanto sono aumentati: troviamo Cesare Maestri, Mauro Corona, Oreste Forno, Giancarlo Grassi, Enrico Camanni, Dante Colli, Agostino Da Polenza, Riccardo Cassin, Franco Perlotto, Alessandro Gogna, Claudio Smiraglia, Armando Scandellari, Marco Blatto, Paola Favero, Melania Lunazzi, Lorenzo Revojera, Carlo Possa, Oscar Tamari, Pietro Giglio, Luciana Chittero. E oltre alle Assemblee, che si tengono sempre in montagna, da San Vigilio di Marebbe, a Falcade, da Boscochiesanuova ad Asiago, da Bormio a Cervinia (per il 70°), a Madonna di Campiglio e a Moncenisio, si organizzano tavole rotonde che spaziano dall’alpinismo alla letteratura e si continua a lanciare i bandi per concorsi letterari.
Arrivano gli anni Duemila, altre assemblee e tavole rotonde di grande interesse. Vengono ammessi al GISM tra gli altri Giancelso Agazzi, Giovanni Bevilacqua, Rolly Marchi, Giovanni Padovani, Silvana Rovis, Giovanni Di Vecchia, Tona Sironi, Marco Antonio Tieghi, Fabio Vettori e Giuseppe Mendicino. E’ del 2002, Anno internazionale della montagna, l’organizzazione della mostra al Festival di Trento dal titolo La montagna in punta di penna, di cui l’anno successivo esce l’omonimo volume edito dalla Grafiche Antiga.
Una seconda mostra al Festival di Trento viene allestita nel 2004 dal titolo Una cordata di parole, ossia Breve storia della letteratura alpina, di cui esce puntuale il bel volume, in quell’anno l’Assemblea si tiene ai Bagni di Rabbi.
Per iniziativa di Bepi Pellegrinon che sottopone la proposta al Consiglio direttivo, nel giugno del 2005 risorge Montagna, rivista di cultura alpina, edita dal GISM in sinergia con Nuovi Sentieri Editore; con cadenza quadrimestrale, poi semestrale raccoglie scritti di alpinismo e di cultura alpina di soci e non soci; la pubblicazione, distribuita in abbonamento, si interrompe con la pandemia del 2020. La rivista esce per l’Assemblea 2005 all’Alpe di Siusi.
Nel 2008 sono emanate le cosiddette Norme a latere dello Statuto, approvate dal Consiglio direttivo e comunicate all’Assemblea dei soci di Badia Prataglia, ma senza alcun valore legale. Queste suggeriscono la nascita di un Comitato dei saggi, per dirimere eventuali controversie e si apre alla possibilità di avere collaboratori in staff al Consiglio direttivo. Tali norme non verranno mai ratificate da una Assemblea straordinaria, l’unico organo in grado di modificare lo Statuto.
Intanto il Consiglio direttivo, sempre guidato da Spiro Dalla Porta Xydias con grande piglio nonostante l’età avanzata, ottiene una presenza fissa al Festival di Trento con un convegno e promuove per ogni autunno un raduno dei soci al fine di potersi ritrovare due volte l’anno: in primavera avanzata con l’Assemblea sociale chiamata anche per le approvazioni dei rendiconti finanziari e le elezioni alle cariche sociali e in autunno in località diversa. Nel primo decennio degli anni Duemila per iniziativa della Delegazione di Trieste del GISM e dell’editore Luglio esce la collana Quaderni di etica dell’alpinismo, con otto volumetti che affrontano temi mari legati sempre all’etica.
Il GISM oggi rinnovato
Il 18 gennaio 2017 si spegne nella sua Trieste Spiro Dalla Porta Xydias, che aveva lasciato la carica di Presidente effettivo per essere Presidente onorario; avrebbe compiuto 100 anni un mese dopo, il 21 febbraio. Nuovo Presidente è Dante Colli che resterà in carica fino al 2022 quando gli subentra Marco Blatto. Con Blatto il GISM si rinnova completamente; gli anni del Covid hanno segnato pesantemente l’Associazione. All’Assemblea di Bergamo viene promulgato un nuovo manifesto dopo quello di Agordo: è il Manifesto etico della Montagna. Nel direttivo vi sono i tre Vicepresidenti Giovanni Di Vecchia, Paola Favero e Giuseppe Mendicino, mentre i consiglieri sono Marco Dalla Torre, Giacomo Ferramosca, Bepi Pellegrinon, Fulvio Scotto e Claudio Smiraglia, mentre Marco A. Tieghi assume il ruolo di Segretario.